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Oratorio di San Martino


Oratorio dello Scalzo


Gli Oratori seicenteschi fiorentini

Gli oratori sono cappelle di piccole dimensioni. Alcuni risalgono all'età comunale che, a Firenze, coincise con un periodo di forte crescita economica e culturale che si protrasse per tre secoli. Il popolo fiorentino, fatto di uomini liberi, fieri della propria indipendenza, spesso esprimeva la sua religiosità attraverso le opere delle Confraternite laiche che usavano gli oratori come luoghi di culto e per le assemblee dei propri adepti.
Queste Confraternite erano associazioni di cittadini che, oltre a venerare i propri santi o beati, offrivano il loro aiuto, sia spirituale che materiale, ai poveri bisognosi. Altre volte le Confraternite si occupavano di sostenere il clero nella diffusione delle sacre scritture. Molti oratori, tra quelli giunti fino ai nostri giorni, sono veri gioielli d'arte. Alcuni di questi furono ristrutturati in età barocca e meritano una visita a sé.
Proponiamo al visitatore un giro alla scoperta degli oratori più importanti del centro storico di Firenze per la cui visita non viene richiesto alcun permesso.


SAN MARTINO DEI BUONOMINI
Il Vescovo di Firenze S. Antonino nel 1441 pose sotto la protezione del santo francese (San Martino di Tours) Dodici Buonomini, cioè uomini di buona volontà, ai quali aveva affidato il compito di assistere "i poveri vergognosi", cioè mercanti finiti in bancarotta o politici caduti in disgrazia. A fianco del portale si può ammirare un dipinto di Cosimo Ulivelli, pittore fiorentino del Seicento; all'interno, affreschi di scuola del Ghirlandaio che rappresentano le sette opere di misericordia.


SAN NICCOLÒ DEL CEPPO

Nacque nel XIV secolo come sodalizio per l'insegnamento della religione ai fanciulli. L'ambiente era utilizzato di giorno per il catechismo dei bambini, mentre la sera gli adulti vi si riunivano per la preghiera. L'Oratorio cambiò più volte la sua sede; quella attuale, realizzata su progetto del Giambologna con portale di fra' Francesco Buonarroti, secondo pronipote di Michelangelo, è la sede in cui la Confraternita si trasferì nel 1561. All'interno si ammirano opere del Sogliani, del Beato Angelico, del Curradi e della scuola del Giambologna.

SAN FRANCESCO DEI VANCHETONI
"Vanchetoni" è la storpiatura popolare per "Bacchettoni". L'Oratorio faceva parte dell'Ospedale di San Paolo dove nel 1221 era stato in visita San Francesco; poi, nel 1602, si staccò dall'Ospedale ad opera di un tessitore della seta, il beato Ippolito Galantini, che ne volle fare, sotto la protezione del Cardinale Alessandro de' Medici, una Confraternita per l'educazione civile e religiosa dei giovani apprendisti del mestiere di tessitore.
L'Oratorio, a pianta rettangolare, fu disegnato da Giovanni e Matteo Nigetti; all'interno si ammirano affreschi di Giovanni da S. Giovanni, di Pietro Liberi, di Cecco Bravo e del Volterrano.
Ancora oggi il mercoledì di sessagesima si tiene una cena per "cento" poveri servita dai "Vanchetoni".


ORATORIO DELLO SCALZO

Nato nel 1376 come uno dei sodalizi di "Disciplinanti", come l'Oratorio dei Battuti Neri, di cui si pensa facesse parte anche il giovane Michelangelo. I "Disciplinanti", oltre alla preghiera ed alla carità, esercitavano anche la mortificazione. L'Oratorio dello Scalzo ebbe poi, nel 1407, sede definitiva nell'orto dei frati Celestini, dove pare si trovasse la scuola di Bertoldo di Giovanni, allievo di Donatello e, tradizionalmente, maestro del giovane Michelangelo. Nel 1487 fu aggiunto il chiostro che, circa un quarto di secolo più tardi, fu decorato con affreschi a monocromo da Andrea del Sarto e dal Franciabigio con le Storie di San Giovanni Battista.

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Tutti gli itinerari sono preceduti da un’introduzione storico-artistico-tecnica a cura della guida per favorire la migliore comprensione dei monumenti in esame.